Coi compari di Manitese abbiamo appena iniziato un nuovo articolato progetto: “Casa mia, casa tua” dedicato ai ragazzi delle medie e in seguito del liceo di Finale Emilia, il progetto è finanziato dalla regione Emilia-Romagna ed è tutta farina del nostro sacco.
Il progetto è sperimentale, nel senso che dobbiamo inventare gli strumenti idonei a proseguire con successo il progetto durante la sua edificazione, in relazione alle reazioni di quell’oggetto (almeno per me) misterioso che sono i quattordicenni del 2025.
Assieme a Gaia Barbieri ed Antonio Luzio e con il supporto di Matteo Verona e dei ragazzi del nuovo cinema Corso di Finale Emilia, abbiamo aperto e chiuso la prima fase del progetto: intercettare in classe i bisogni urbani, nei termini di socializzazione e inclusione, dei ragazzi delle terze medie (7 classi) e portarli a volere ideare realizzare le soluzioni a eventuali ostacoli.

Prima fase: la narrazione
Quello che vogliamo ottenere è il punto di vista dei ragazzi rispetto a temi come inclusione e cittadinanza attiva ed è (a mio avviso) tutt’altro che retorico o banale, ha la sua concretezza nel suo follow-up di intervento reale sulla città, con l’implementazione di nuovi luoghi/beni/servizi che i ragazzi sceglieranno di chiedere (ed ottenere) dal Comune di Finale Emilia coi soldi erogati dalla Regione.
Abbiamo iniziato a dialogare coi ragazzi attraverso giochi ed espedienti narrativi come ad esempio il tendere decine di fili di lana colorata all’interno dell’aula come rappresentazione dei loro spostamenti in città nei vari luoghi, lo scopo è quello di fare una rappresentazione spaziale 3d della loro vita sociale e allo stesso tempo esservici dentro, averla sopra la testa e poterla presentare ad altri.
Seconda fase: il comitato
Abbiamo anche intervistato tutti i ragazzi per conoscere i loro reali desideri in tema di luoghi di socializzazione e inclusione, abbiamo con alcuni di loro stabilito un contatto che va oltre la classe, la scuola e il carattere normativo dell’istituzione giudicante (giustamente) e siamo usciti sul territorio per esplorarne e conoscerne luoghi e segreti, i ragazzi , circa una ventina di cui un terzo stranieri, hanno formato un comitato (FinalMente) che si prefigge di farsi sentire.
I ragazzi stanno anche studiando il logo e la comunicazione da sviluppare in merito…
In questa fase del progetto non sono presente ma lo sarò di nuovo presto, per preparare coi ragazzi l’installazione finale!!
CONTINUA ….


