La carota blu

Dal catalogo della mostra:


La Carota blu è un luogo assurdo, e l’assurdità è spesso una di quelle cose che, chi più chi meno, tutti temiamo: sembrare assurdi, diversi, strani; invece in questo progetto nell’assurdo ci siamo sprofondati, ci siamo abbandonati alla fantasia senza sentirci fuori luogo perché si tratta dei nostri luoghi interiori, delle nostre idee e della nostra cultura visiva e immaginativa, con fare ludico, divertito ma anche indagator

Come nel primo racconto, quello di Lorenzo, vogliamo costruire un mondo dove la diversità non solo è normale ma è un valore, una ricchezza, e questo mondo non lo realizziamo come fuga ma come affermazione, come atto di libertà.

Ma attenzione: l’organizzazione della fattoria è rigorosa, realistica, funzionale, così come descritta da Lorenzo che di aziende agricole se ne intende più di tutti; abbiamo voluto colorare di follia un luogo che però è necessario nella sua forma funzionale, abbiamo lasciato un perimetro di senso che potesse contenere tutti i colori e le narrazioni folli senza de-significarsi: è un gioco ma qualche regola (che normasse l’adesione al plausibile) abbiamo voluto mantenerla, ad esempio la scala delle proporzioni, perché è un gioco ma anche un esercizio.

E se questo gioco continuasse?

E se togliessimo tutte le regole costruendo un luogo completamente fantasioso?

Chissà cosa ne verrebbe fuori.

Vogliamo giocare ancora?

APS Manitese Finale Emilia

Un percorso di 10 mesi

La Carota blu è il risultato di un anno scolastico passato coi ragazzi con fragilità, unitamente agli educatori e ad altri ragazzi volontari, dell’Istituto tecnico Ignazio Calvi di Finale Emilia, il laboratorio si è svolto all’interno del nostro laboratorio ed è culminato con una esposizione pubblica all’interno della nuova biblioteca Pederiali sempre a Finale Emilia.

L’obiettivo, scelto da uno dei ragazzi, è stato quello di realizzare il diorama di una azienda agricola, funzionale e verosimile, utilizzando la ceramica e il tessuto (e un po’ di legno), abbiamo stabilito il progetto, le misure e le aree, poi per mesi, una mattina alla settimana abbiamo realizzato tutti gli elementi che compongono una vera azienda agricola del nostro territorio: gli animali (mucche, maiali, pecore, cani, galline,…), le macchine agricole, i formaggi e i salumi, tutti gli arredi della casa, mobili, camere, cucine, tavoli sedie, etc…
Il risultato è una fattoria con centinaia (forse mille) elementi con cui inventare fattorie di volta in volta nuove, disponendo i pezzi in modo diverso.

Tutti i pezzi sono stati realizzati più o meno verosimili ma… colorati in modo assurdo, ogni animale, mobile, trattore, campo, fiore è di colori con concept cromatico differente in cui il diverso è la regola, il risultato è una realtà trasfigurata in cui la sostanza (forma e funzione) è realistica ma la percezione (apparenza) è disattesa, creando nell’osservatore un senso di straniamento e di necessità di riassestamento percettivo rispetto alla comune fruizione di un opera “fatta dai ragazzi”.

Il lavoro è stato principalmente ludico per la maggior parte dei ragazzi (e anche per me) e gli obiettivi di “stanare” e stimolare il ragazzi più marginalizzati, ritirati e non collaborativi ha avuto alcuni successi solo sul lungo periodo (e questo ci insegna qualcosa), in realtà ciò che è emerso molto chiaramente è stato lo straniamento dei partecipanti alle nostre domande: “cosa ti piacerebbe fare?”, come lo faresti?”, “cosa ne pensi?”,

L’esposizione, a favore di vetrata e di luce naturale, nella splendida biblioteca post-terremoto di Finale Emilia è stato un vero, e finalmente adeguato, coronamento del lavoro svolto, i ragazzi (chi più, chi meno ovviamente) sono stati premiati per questo lavoro che non era un compito, non vi era valutazione ma solo una chiamata alla vita sociale, alla partecipazione e all’invenzione.
Alcuni ragazzi dopo la maturità sono rimasti con noi a fare volontariato, altri li abbiamo completamente persi di vista, altri invece sono arrivati (es. casa mia-casa tua), altri, spero, verranno.

La carota blu è stata anche esposta all’I.C. Lozzo Atestino Ente (PD) diretta da Alfonso D’ambrosio durante una formazione estiva a docenti provenienti da tutta Italia.

Un libro di favole

La carota blu è anche un libro, è un libro che contiene le foto e la storia del progetto ma soprattutto le storie dei protagonisti, siano essi oggetti o animali, mucche, conigli, trattori, verdure; i ragazzi hanno scritto le loro biografie, come nelle fiabe vi è una storia e una morale oppure no, vi è una storia assurda fine a se stessa, una proiezione di sè, una provocazione, un dispetto. è un bel libro, che potete scaricare qui in PDF