La piastrella più brutta era la mia

Come maestro ceramista dell’associazione Manitese di Finale Emilia, sono stato invitato , in collaborazione con Jelena, a tenere una formazione sulla ceramica tradizionale — diciamo pure non industriale — rivolta a un gruppo di architetti olandesi, presso Ceramiche Refin a Salvaterra, in provincia di Reggio Emilia.

È stata la prima volta in cui ho tenuto una lezione in inglese. Devo dire che non è andata affatto male: ci sono state domande, curiosità, scambi interessanti, e la “mini-lezione” è proseguita anche nella parte pratica, facendo decorare ai partecipanti alcune piastrelle.

Il risultato mi ha colpito. Le piastrelle erano tutte piuttosto interessanti: ognuna sembrava raccontare un immaginario estetico già formato, probabilmente maturato nella loro esperienza personale e professionale.

Nei miei corsi, soprattutto all’inizio, noto spesso una certa incertezza: si esita, si prova, si cancella mentalmente prima ancora di cominciare. Qui invece è successo il contrario: pronti, via, ognuno ha preso una direzione precisa.

E alla fine, con una certa onestà, devo ammettere che la piastrella decisamente più brutta era la mia.